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Gli amici ri-ascoltati: Le tigri di Mompracem

18 luglio - 1 settembre 2020

Grandi classici per ragazzi da leggere o ascoltare

Questa settimana, per "Gli amici ri-ascoltati", vi proponiamo Le tigri di Mompracem di Emilio Salgari.
Tra la fine del 1883 e i primi mesi del 1884 sulle pagine della “Nuova Arena” di Verona usciva a puntate il romanzo d’appendice La Tigre della Malesia, firmato dal ventunenne e sconosciuto Emilio Salgari. La storia, imprevedibile e avvincente, cominciò ad appassionare i lettori e a far parlare di sé, tanto da spingere la più antica ed influente testata rivale, “L’Arena”, a offrire subito un posto di redattore al giovane scrittore. La strada di Salgari era segnata: la scrittura sarebbe diventata la sua fonte di vita, la sua passione, la sua ossessione, la sua perdizione. E Sandokan, la Tigre della Malesia, pirata giustiziere dalle nobili origini, avrebbe accompagnato fedelmente il suo autore, segnandone il destino.
Il romanzo non trovò subito un editore interessato a stamparlo in volume e solamente nel 1900 sarebbe uscito con il titolo Le tigri di Mompracem presso l’editore Donath di Genova. Salgari, tuttavia, era già tornato a raccontare quell’angolo di mondo che, tra India, Indonesia e Malesia, tanto aveva sofferto le offese del colonialismo. Nel 1887 era infatti uscito a puntate – sulla rivista livornese “Il Telegrafo” – il romanzo Gli strangolatori del Gange, poi riproposto come Gli amori di un selvaggio e, infine, pubblicato in volume nel 1895 da Donath con il titolo I misteri della jungla nera.
Le due storie si erano formate distintamente e non era nelle mire dell’autore architettare un ciclo di racconti organico; eppure le due narrazioni erano destinate a contaminarsi, ibridarsi, svilupparsi l’una nell’altra: la Tigre della Malesia-Sandokan, la Perla di Labuan-Marianna Guillonk, Tremal-Naik, Kammamuri, Ada Corishant, la Tigre Bianca-Yanez de Gomena, il Rajah Bianco-James Brooke, vedranno così svilupparsi l’intreccio delle loro sorti.
Dopo la pubblicazione de I misteri della jungla nera Donath presentava, a distanza di un solo anno,  I pirati della Malesia, per poi pubblicare nel 1900 Le tigri di Mompracem. É a partire da questo momento che le vicende iniziano a intrecciarsi indissolubilmente in un incalzare della produzione letteraria a cui Salgari non può più mettere freno. Altri otto romanzi andranno infatti a completare quello che oggi siamo soliti chiamare “ciclo di Sandokan” o “ciclo della Malesia”, di cui ci limitiamo a ricordare Le due tigri (1904), Sandokan alla riscossa (1907), La riconquista di Mompracem (1908) e La rivincita di Yanez, pubblicato postumo nel 1913 a distanza di due anni dalla tragica fine dell’autore.
Amato dai suoi giovani lettori, Salgari soffrì certamente dell’indifferenza della critica, del sospetto degli educatori, dell’esser diventato suo malgrado un fabbricatore di storie al quale non veniva concessa tregua. Resta però vivo nei suoi romanzi uno spirito di libertà mai ossequiante all’ordine sociale stabilito, un desiderio di giustizia che si pone a difesa dei più deboli, degli oppressi, dei disperati. “Del resto – sottolinea Antonio Faeti – non erano trascorsi molti anni dal tempo in cui anche l’Italia era in parte sottomessa ad una potenza straniera l’Austria, e alcuni territori, fra l’altro vicinissimi alla sua Verona, erano ancora in possesso degli austriaci”.
Non a caso Salgari, a un anno di distanza dalla stipula della Triplice Alleanza tra l’Italia e gli imperi di Germania e Austria-Ungheria, aveva sentito l’esigenza di scrivere La tigre della Malesia, per dare vita a quella che sarebbe diventata un’icona di giustizia, di libertà, di lotta contro i tiranni, “una delle grandi figure del sogno collettivo” (A. Faeti).
Se l’isola di Mompracem non è segnata negli atlanti attuali, resta il dubbio che potesse esserlo in una della antiche carte nautiche che Salgari consultò per redigere i suoi racconti. Viaggiatore da tavolino, lo scrittore ebbe la straordinaria capacità di aggiornarsi attraverso ogni sorta di scritto o documento che potesse offrirgli notizie utili a costruire luoghi e tempi mai visitati e conosciuti. Ambientazioni a lui necessarie per raccontare le storie di uomini e donne animati da sentimenti e passioni universali.

Illustrazione di Alberto Della Valle, che, insieme a Giuseppe Garuti (in arte Pipein Gamba) e a Gennaro D’Amato, fu tra i maggiori illustratori delle opere di Emilio Salgari.
 

Come utenti di Biblioteche di Roma, potete leggere o rileggere in e-book Le tigri di Mompracem o le altre storie del ciclo della Malesia, vedi qui.

È possibile ascoltare l’audiolibro di Ad Alta Voce attraverso il catalogo MLOL.

Per vedere lo sceneggiato televisivo diretto da Sergio Sollima con gli interpreti Kabir Bedi, Philippe Leroy, Carole André e trasmetto in 6 puntate nel 1976 vedi qui.

In via eccezionale, per la durata dell’emergenza, gli e-book e gli audiolibri on-line possono essere presi in prestito gratuitamente da tutti gli iscritti a Biblioteche di Roma.

 

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