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Gli amici ri-ascoltati: La capanna dello zio Tom

23 maggio - 1 settembre 2020

Grandi classici per ragazzi da leggere o ascoltare

Questa settimana, per "Gli amici ri-ascoltati" vi proponiamo la lettura e l’ascolto del libro La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe.

Era il 1850 quando, a seguito della promulgazione della Fugitive Slave Law, Harriet Beecher Stowe, figlia di un predicatore della Chiesa Congregazionalista e moglie di un religioso, decise di scrivere una storia capace di denunciare il dramma degli schiavi afroamericani e di dare voce all’anima abolizionista del paese. La Fugitive Slave Law imponeva, in tutto il territorio degli Stati Uniti, la denuncia degli schiavi in fuga e la loro restituzione ai presunti proprietari.

Tra il 1851 e il 1852 Uncle Tom's Cabin or Life among the Lowly usciva a puntate sulla rivista The National Era. L’incredibile successo del racconto settimanale spinse prontamente l’editore John Punchard Jewett a pubblicare in volume la storia dello zio Tom che, il 20 marzo del 1852, si presentava corredato dalle illustrazioni dell’incisore Hammatt Billings.

La fortuna del romanzo fu sbalorditiva, tanto da far entrare il libro nel novero dei più venduti del XIX secolo. Non mancarono i detrattori che accusarono l’autrice di aver falsamente esasperato le condizioni degli schiavi neri, al solo fine di sostenere la causa abolizionista. Per rispondere alle accuse, Harriet Beecher Stowe pubblicò nel 1853 A key to Uncle Tom’s Cabin, per informare e far comprendere quanto il suo racconto fosse autentico e fedele alla realtà descritta.

Se La capanna dello zio Tom non può essere considerato un libro di documentazione storica e presenta il limite di alcune stereotipizzazioni, ebbe il merito indiscusso di smuovere le coscienze sul tema della libertà individuale, del diritto imprescindibile di ogni essere umano alla libertà. Il libro raccoglie e alimenta la spinta al cambiamento che di lì a qualche anno avrebbe scatenato la Guerra di Secessione, conclusasi con la sconfitta degli Stati del Sud e la definitiva abolizione della schiavitù. Non a caso si sono volute immaginare le parole che Abraham Lincoln avrebbe potuto pronunciare di fronte ad Harriet Beecher Stowe: “Allora questa è la piccola signora che ha scatenato questa grande guerra”.

In Italia il libro fu immediatamente tradotto: stampato già a partire dal 1852 a Firenze e poi a Torino, Napoli, Trieste, Milano, compariva a distanza di giorni o mesi nei diversi Stati dell’Italia preunitaria.  “Il libro – scrive Antonio Faeti – emozionava, attraeva, impensieriva: i fatti narrati riempivano di sdegno gli uomini e le donne del nostro Risorgimento, impegnati anche loro a liberarsi da una forma di schiavitù”. Tradotto fedelmente nella prima edizione fiorentina come Il tugurio dello zio Tom, il libro, ripubblicato con il titolo La capanna dello zio Tom, merita ancora oggi di essere letto quale inno al diritto di ciascun uomo di nascere e vivere libero.


Come utenti di Biblioteche di Roma potete leggere o rileggere in e-book La capanna dello zio Tom vedi qui per il testo italiano e inglese.

Per accedere all’audiolibro italiano vedi qui; l’audiolibro in inglese è disponibile sulla piattaforma MLOL quiqui.

Sulla piattaforma MLOL è possibile consultare l’edizione per bambini curata nel 1891 da Julia S.E. Rae e illustrata da Florence Maplestone per la collana Old Stories Told Anew pubblicata a Londra da Trischler and Company.

Per le edizioni integrali disponibili nel catalogo Biblioteche di Roma vedi qui.

Per una breve nota biografica di Harriet Beecher Stowe si veda Liber Liber.

 

Illustrazione di Rino Albertarelli.

 

In via eccezionale, per la durata dell’emergenza, gli e-book e gli audiolibri on-line possono essere presi in prestito gratuitamente da tutti gli iscritti di Biblioteche di Roma.

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