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Donne, Partigiane, Costituenti

Donne, Partigiane, Costituenti

Rubrica letteraria

Per il mese di aprile, la nostra rubrica è dedicata alle donne che hanno fatto la Storia: partigiane, madri costituenti e scrittrici che hanno trasformato l'impegno civile in parola letteraria. Non semplici testimonianze, ma racconti di una libertà conquistata passo dopo passo, dove il coraggio femminile diventa la radice di una nazione nuova.

 

L’Agnese va a morire di Renata Viganò

Come primo titolo vi proponiamo un pilastro della letteratura neorealista, L’Agnese va a morire. Tra le pagine di Renata Viganò, la Resistenza non è solo un atto bellico, ma una necessità morale che nasce dal fango delle valli di Comacchio. Agnese non è un'eroina da manuale: è una donna del popolo che, con la sua bicicletta e i suoi gesti silenziosi, incarna la forza inarrestabile di chi dice “no” all'oppressione. In questo romanzo, la lotta partigiana perde ogni retorica per farsi carne, sacrificio e speranza quotidiana. 

“L'Agnese va a morire è una delle opere letterarie più limpide e convincenti che siano uscite dall'esperienza storica e umana della Resistenza. Un documento prezioso per far capire che cosa è stata la Resistenza [...].Più esamino la struttura letteraria di questo romanzo e più la trovo straordinaria. Tutto è sorretto e animato da un'unica volontà, da un'unica presenza, da un unico personaggio [...]. Si ha la sensazione, leggendo, che le Valli di Comacchio, la Romagna, la guerra lontana degli eserciti a poco a poco si riempiano della presenza sempre più grande, titanica di questa donna. Come se tedeschi e alleati fossero presenze sfocate di un dramma fuori del tempo e tutto si compisse invece all'interno di Agnese, come se lei sola potesse sobbarcarsi il peso, anzi la fatica della guerra [...]”. (Sebastiano Vassalli)

 

📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia: L'Agnese va a morire di Renata Viganò

📌 Per scoprire altri titoli di questa autrice disponibili nel catalogo delle Biblioteche di Roma: Opere di Renata Viganò

 

 

Diario partigiano di Ada Gobetti
 
Prosegue la nostra rubrica di aprile dedicata alle donne che hanno fatto la Storia: partigiane, madri costituenti e scrittrici che hanno trasformato l'impegno civile in parola letteraria.
Il secondo titolo che vi proponiamo è  Diario partigiano di Ada Gobetti, un testo che trasforma la cronaca di una lotta in un’analisi psicologica ed etica profonda. Il suo diario non racconta solo la guerra nelle strade di Torino e tra le montagne, ma svela il retroscena intimo di una donna che vive il pericolo come una naturale estensione del proprio dovere civico. Per la Gobetti, la Resistenza non finisce con le armi, ma continua nella costruzione di una coscienza democratica, rendendo la sua scrittura un ponte fondamentale verso la nascita della nostra Costituzione.
 
Fu Benedetto Croce che sollecitò Ada Gobetti a raccontare agli amici che cos'era stata nel suo svolgimento quotidiano la lotta di liberazione. Ada così rievoca la sua avventura di madre che va a combattere accanto al figlio Paolo, diciottenne, e ne divide i pericoli e i disagi. Non c'è divario tra la donna che sfida le pattuglie tedesche e la madre in perenne ansia per il figlio. Ada è animata da una passione di libertà, da un bisogno di azione, da una femminile concretezza e semplicità che si ritrovano intatte sulla pagina, in cui affiora anche la sua vena di schietto umorismo. Accanto a lei figure di comandanti, di politici, o di semplici partigiani.
 
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia: Diario partigiano di Ada Gobetti
 
📌 Per scoprire altri titoli di questa autrice disponibili nel catalogo delle Biblioteche di Roma: Opere di Ada Gobetti
 
 
 
La resistenza taciuta di Anna Maria Bruzzone e Rachele Farina
 
Per il mese di aprile, la nostra rubrica è dedicata alle partigiane, alle madri costituenti e alle scrittrici che hanno fatto la Storia. Oggi vi consigliamo La Resistenza taciuta di Anna Maria Bruzzone e Rachele Farina. si tratta di un’opera fondamentale che scava nel silenzio del dopoguerra per restituire voce alle donne piemontesi. Attraverso interviste dirette, le autrici rompono il mito di una Resistenza esclusivamente maschile, svelando come le donne siano state il motore logistico e morale della lotta partigiana. Un libro che non racconta solo la storia, ma la "verità" di chi ha combattuto senza cercare medaglie.
 
“Ma, insomma, se sapessero solo cos'han fatto le donne!". A vibrare così è la voce di una delle dodici partigiane piemontesi le cui testimonianze sono state trascritte e raccolte qui da Anna Maria Bruzzone e Rachele Farina. Erano gli anni settanta del secolo scorso e, nonostante fossero passati decenni dalla fine della guerra, ancora “non si sapeva". O meglio, il prevalente “manierismo resistenziale" conveniva, nell'ufficialità degli anniversari, sul “prezioso" contributo delle donne alla lotta di Liberazione, ma non si spingeva ad accreditarne l'indispensabilità. Concentrata sulle vicende politico-militari, la storiografia continuava a ignorare una parte essenziale dell'accaduto. Grazie al libro di Bruzzone e Farina, oggi riproposto in una nuova edizione, la soggettività femminile ha invece preso la parola, determinando una svolta nella percezione collettiva della Resistenza. Si è abbandonata la logica subalterna del puro affiancamento - supporto logistico, ruoli di staffette, vivandiere, infermiere, infine custodi memoriali delle imprese maschili - per restituire piena dignità di azione, lungimiranza, caratura morale e civile a chi aveva esposto la propria giovinezza a ogni rischio, quanto e talora più dei compagni in armi, e nel dopoguerra non aveva preteso medaglie o riconoscimenti. La Resistenza troppo a lungo taciuta di queste donne, in gran parte di origini proletarie, è stata risarcita solo dal loro tardivo racconto.
 
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia:  La Resistenza taciuta di Anna Maria Bruzzone e Rachele Farina
 
📌 Per scoprire altri titoli di questa autrice disponibili nel catalogo delle Biblioteche di Roma:  Opere di Anna Maria Bruzzone
 
 
Libere sempre di Marisa Ombra
 
Continua la nostra rubrica di aprile sulle donne partigiane e costituenti. Oggi abbiamo scelto Libere Sempre di Marisa Ombra. In questo testo, l’autrice ci consegna una lettera d'amore e di impegno alle generazioni future. La sua esperienza da giovanissima staffetta diventa il punto di partenza per una riflessione sulla libertà: non un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma una conquista quotidiana che richiede vigilanza, passione e la consapevolezza che il “personale è politico".
 
Una donna di 87 anni, ex partigiana, scrive una lunga lettera a una ragazza di 14, incontrata in un parco. È una bella lettera sulla libertà, bellezza, dignità delle donne. L'A. racconta la guerra partigiana, la propria anoressia, i rapporti tra ragazzi e ragazze in montagna, il senso del pericolo e del futuro da cui tutti si sentivano uniti e il ricordo della lotta di liberazione delle donne si contrappone al disagio di vedere oggi che per molte ragazze libertà è anche mettere all'incasso la propria bellezza.
L'A. nativa di Asti, classe 1925, staffetta partigiana attiva nei Gruppi di difesa della donna clandestini, è stata dirigente dell'Unione Donne Italiane, presidente della cooperativa Libera Stampa, editrice del settimanale Noi donne, vicepresidente dell'Anpi.
 
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Lessico famigliare di Natalia Ginzburg
 
Per il mese di aprile, la nostra rubrica è dedicata alle donne che hanno fatto la Storia. Proseguiamo con opere che non sono semplici testimonianze, ma racconti di una libertà conquistata dalle donne partigiane e poi costituenti. La Storia con la “S” maiuscola entra nelle stanze di casa attraverso le parole, i tic e le abitudini dei Levi. Natalia Ginzburg, in Lessico famigliare, ripercorre gli anni del fascismo e della clandestinità non attraverso i bollettini di guerra, ma tramite la memoria intima di una famiglia che ha fatto della cultura e della coerenza morale la propria forma di Resistenza.
 
“Lessico famigliare" è il libro di Natalia Ginzburg che ha avuto maggiori e più duraturi riflessi nella critica e nei lettori. La chiave di questo romanzo è delineata già nel titolo. Famigliare, perché racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, a Torino tra gli anni Trenta e i Cinquanta del Novecento. E Lessico perché le strade della memoria passano attraverso il ricordo di frasi, modi di dire, espressioni gergali. Scrive la Ginzburg: “Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all'estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c'incontriamo, possiamo essere, l'uno con l'altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire 'Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna' o 'De cosa spussa l'acido cloridrico', per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole".
 
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La storia di Elsa Morante
 
Continua la nostra rubrica di aprile sulle donne partigiane e costituenti. Oggi vi consigliamo un classico della letteratura italiana, La storia di Elsa Morante. Un affresco potente e tragico dove la protagonista, Ida Ramundo, attraversa il trauma della guerra e dell’occupazione nazista a Roma. La Morante dà voce agli “ultimi”, a coloro che la Storia la subiscono, trasformando il dolore individuale in un grido universale contro ogni forma di violenza e sopraffazione.
 
A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita “dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da “L'isola di Arturo" a “Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.
 
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Il treno dei bambini di Viola Ardone
 
Prosegue la nostra rubrica di aprile dedicata alla condizione femminile durante la resistenza e nel dopoguerra. Oggi vi proponiamo una storia che forse non tutti conoscono, Il treno dei bambini di Viola Ardone. Nel dopoguerra di un'Italia ferita, emerge la solidarietà delle donne del Nord che accolsero migliaia di bambini del Sud in difficoltà. Ardone ci racconta la separazione e la speranza, mettendo in luce un esperimento di solidarietà civile che fu fondamentale per ricucire il tessuto di una nazione divisa, visto attraverso gli occhi di un bambino e la determinazione delle madri.
 
È il 1946 quando Amerigo lascia il rione di Napoli, dove vive, per salire su un treno. Assieme a migliaia di altri bambini meridionali attraverserà la penisola per trascorrere alcuni mesi in una famiglia del Nord. L'operazione in realtà fu ideata nel dopoguerra dal Partito comunista italiano insieme all’UDI (Unione donne italiane), per portare bambini poveri del Sud in affidamenti temporanei a famiglie del Nord e riuscire a strapparli alla miseria: furono in 70.000 circa, tra il 1946 e il 1952. Amerigo proviene dai Quartieri Spagnoli e affronta il viaggio per una destinazione a lui ignota. Dal finestrino del treno vede paesaggi sconosciuti, cerca di farsi forza quando il ricordo della madre è più insistente e nel frattempo chiacchiera con i suoi amici più cari, Tommasino e Mariuccia, che condividono con lui il suo stesso destino. Il viaggio diventa ora metafora e luogo per guardarsi dentro e maturare, e Amerigo, protagonista coraggioso e sensibile, riscatterà la sua condizione partendo dalla voglia di imparare e sentirsi accettato, senza doversi più nascondere dentro una società che lo vedeva reietto.
 
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La ragazza di via Maqueda di Dacia Maraini
 
Per questo mese continuano i nostri consigli di lettura di testi dedicati alle partigiane, alle madri costituenti e alle scrittrici che le hanno raccontate.
Attraverso la raccolta di racconti La ragazza di via Maqueda, Dacia Maraini ci riporta nella Sicilia del dopoguerra, esplorando la condizione femminile tra antichi pregiudizi e il desiderio di emancipazione. È un viaggio nella memoria che mostra come la libertà conquistata il 25 aprile dovesse ancora farsi strada nelle case e nelle coscienze delle donne italiane.
 
È un percorso che nasce da lontano, quello di questo corposo e importante viaggio nei racconti di Dacia Maraini. Un viaggio che attraversa il tempo e che si svela attraverso le storie e i luoghi, gli indimenticabili personaggi femminili e una geografia di vita e di idee. Partiamo da una Sicilia fatta di mare e di vento, di corse e di tuffi, in cui l'autrice arrivò da bambina dopo le brutture della guerra. Era anche l'isola di severe e arcaiche regole non scritte. Lì, racchiusa in se stessa, trascorse i suoi lunghi anni Marianna Ucrìa, ma nelle strade snaturate delle sue splendide città, oggi si vendono prostitute bambine venute dall'Africa, e il suo mare azzurro è devastato da chi lucra su rifiuti pericolosi. Roma si lega al tempo favoloso degli anni giovanili, delle felici favole della classicità, dei voli verso continenti lontani, del tempo malinconico della disillusione, degli amici ormai scomparsi come il poeta regista, Pier Paolo Pasolini, indimenticabile critico dell'allora nascente società dei consumi. L'Abruzzo è la terra incantata della maturità, con le leggende di antiche civiltà, i boschi popolati di animali, le tradizioni, i terremoti che la devastano. Ma è anche il luogo solitario che l'autrice ha scelto per creare i suoi romanzi.
 
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La Resistenza delle donne di Benedetta Tobagi
 
Concludiamo il nostro percorso dedicato alle donne nella Resistenza e nel Dopoguerra con un testo di Benedetta Tobagi, La Resistenza delle donne.
Si tratta di un’indagine profonda e necessaria che ricompone l’album di famiglia della nostra Repubblica, restituendo finalmente voce a quelle “pagine strappate” che vedono protagoniste le donne. Benedetta Tobagi non si limita a una ricostruzione storica, ma dà volto e corpo alle partigiane attraverso un uso magistrale delle fotografie d'archivio, trasformando la Resistenza in un racconto corale di libertà conquistata.
 
Le donne furono protagoniste della Resistenza: prestando assistenza, combattendo in prima persona, rischiando la vita. Una «metà della Storia» a lungo silenziata a cui Benedetta Tobagi ridà voce e volto, a partire dalle fotografie raccolte in decine di archivi. Ne viene fuori un inedito album di famiglia della Repubblica, in cui sono rimesse al loro posto le pagine strappate, o sminuite: le pagine che vedono protagoniste le donne. “La Resistenza delle donne" è dedicato «A tutte le antenate»: se fosse una mappa, alla fine ci sarebbe un grosso «Voi siete qui». Insieme alle domande: E tu, ora, cosa farai? Come raccoglierai questa eredità? La storia delle donne italiane ha nella Resistenza e nell'esperienza della guerra partigiana uno dei suoi punti nodali, forse il più importante. Benedetta Tobagi la ricostruisce facendo ricorso a tutti i suoi talenti: quello di storica, di intellettuale civile, di scrittrice. “La Resistenza delle donne" è prima di tutto un libro di storie, di traiettorie esistenziali, di tragedie, di speranze e rinascite, di vite. Da quella della «brava moglie» che decide di imbracciare le armi per affermare un'identità che vada oltre le etichette, alla ragazza che cerca (e trova) il riscatto da un'esistenza di miseria e violenza, da chi nell'aiuto ai combattenti vive una sorta di inedita maternità, a chi nella guerra cerca vendetta e chi invece si sente impegnata in una «guerra alla guerra», dalle studentesse che si imbarcano in una grande avventura (inclusa un'inedita libertà nel vivere il proprio corpo e a volte persino il sesso), alle lavoratrici per cui la lotta al fascismo è la naturale prosecuzione della lotta di classe. Tobagi racconta queste storie facendo parlare le fotografie che ha incontrato in decine di archivi storici. Ne viene fuori quasi un album di famiglia della Repubblica, ma in cui sono rimesse al loro posto le pagine strappate, o sminuite: le pagine che vedono protagoniste le donne. Un libro che possiede il rigore della ricostruzione storica, ma anche una straordinaria passione civile che fa muovere le vicende raccontate sullo sfondo dei problemi di oggi: qual è il ruolo delle donne, come affermare la propria identità in una società patriarcale, qual è l'intersezione tra libertà politiche, di classe e di genere, qual è il rapporto tra resistenza civile e armata, tra la scelta, o la necessità, di combattere e il desiderio di pace?
 
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia: La Resistenza delle donne di Benedetta Tobagi
 
📌 Per scoprire altri titoli di questa autrice disponibili nel catalogo delle Biblioteche di Roma: Opere di Benedetta Tobagi
 
 
 
Le donne della Costituente di Maria Teresa Antonia Morelli
 
Per il mese di aprile, la nostra rubrica è dedicata alle donne che hanno fatto la Storia: partigiane, madri costituenti e scrittrici che hanno trasformato l'impegno civile in parola letteraria. Non semplici testimonianze, ma racconti di una libertà conquistata passo dopo passo, dove il coraggio femminile diventa l'ossatura di una nazione nuova.
 
Concludiamo il nostro percorso dedicato alle donne nella Resistenza e nel Dopoguerra con un testo di Maria Teresa Antonia Morelli con le 21 donne che sedettero nell’Assemblea Costituente. Provenienti da storie e partiti diversi, queste madri della Repubblica seppero unirsi per scrivere gli articoli che garantiscono la nostra uguaglianza. Un testo necessario per ricordare che la nostra democrazia parla, finalmente, anche al femminile.
 
📌 Il libro è presente nelle Biblioteche di Roma, scoprite qui in quali e prenotate subito la vostra copia:  Le donne della Costituente di Maria Teresa Antonia Morelli