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Quasi amici Videoregsitrazione : intouchables
Toledano, Éric
20/09/2019
Quando la realtà supera la fantasia
Tratto da una storia realmente accaduta, il film dei registi francesi Nakache e Toledano è una commedia scatenata, incredibile, comica e commovente che ha ottenuto un enorme successo di pubblico e numerosi premi. I due protagonisti non potrebbero essere più diversi: Philippe è un uomo di mezza età, ricchissimo, coltissimo ma tetraplegico (può muovere solo la testa), mentre Driss è un giovane di periferia, figlio di immigrati africani, rozzo, ignorante, disoccupato e con precedenti penali, ma pieno di vitalità. Sebbene tutto li separi, i due si rivelano perfettamente complementari, tanto da sviluppare una imprevedibile complicità. L’appellativo di “intoccabili”, il titolo originale del film, va visto in una duplice accezione: entrambi i protagonisti sono emarginati, l’uno sul piano fisico e l’altro su quello socio-economico, ma, nello stesso tempo, liberi, in quanto riescono ad eludere le convenzioni sociali e, a volte, anche le norme legali, riacquistando così una nuova ragione di vita. A parte l’aspetto psicologico, la trama del film può anche essere letta come una metafora sulla necessità che i ceti abbienti escano dal loro isolamento per collaborare con quelli poveri, ansiosi di migliorare la loro condizione. Magistralmente sceneggiato, diretto ed interpretato, il film è pieno di colpi di scena e di momenti comici, che richiamano, a volte, le goliardate di “Amici miei”. Lo spunto nasce dal contrasto totale tra i due protagonisti e dagli scherzi che s’inventano a spese del mondo esterno, come ad esempio, all’inizio del film, la corsa spericolata in auto nel centro di Parigi per prendersi gioco della polizia oppure la vendita a caro prezzo di un quadro dipinto da Driss, presentato da Philippe come un astro nascente dell’arte contemporanea. Molto suggestivi sono anche i brani musicali di Ludovico Einaudi a commento dei momenti più introspettivi del film. Di grande interesse, infine, è l’intervista ai veri protagonisti della vicenda, inserita tra contenuti speciali del DVD.
L'economia della felicità Videoregistrazione
20/09/2019
Think global act local
Un documentario interessante, che promuove "culture e colture" locali, contro la logica uniformante della globalizzazione. In un periodo in cui la crisi economica produce rabbia e frustrazione è facile confondere "sovranismo" con "localismo". Questo documentario fornisce un'occasione importante per iniziare a distinguere tra queste categorie. L'idea che il proprio territorio vada "nutrito" e "tutelato" è eccellente, ma non ha nulla a che vedere con quella, molto diffusa in Italia, secondo cui "patria, suolo e sangue" debbano essere il motore dell'attività politica contemporanea. Il localismo dei contadini indiani che lottano contro le monoculture, descritto nel documentario da Vandana Shiva, non va mischiato, insomma, con il separatismo da "piccole patrie" di alcune province ricche (spesso promosso da formazioni politiche europee dai principi morali molto discutibili) né va confuso con il nazionalismo becero. Difendere la propria terra dalla pervasività degli automatismi produttivi delle tecnologie del dominio è una forma di saggezza, difendere bandiere nazionali o regionali contro il mondo è, invece, una forma di stupidità. Un vecchio slogan del movimento nato a Seattle nel 1999 diceva "Think global act local" che significa: pensa al pianeta nella sua interezza e, su questa base, agisci con saggezza nel tuo territorio. Questa è la cifra del documentario, di cui consiglio senz'altro la visione.

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