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Biblio Point Book Crossing

Cento anni di Gianni Rodari

Libri, favole e filastrocche per tutte le età

BiblioTu per i Bambini

Per i piccoli fino a 6 anni e bambini fino a 10 anni
In biblioteca troverai uno spazio con un tappeto morbido, seggioline e tanti libri colorati da guardare o da ascoltare durante le letture ad alta voce.
Iscrivere i bimbi alle Biblioteche di Roma fin da piccolissimi così potranno scegliere tra primi libri, storie illustrate, filastrocche, poesie, favole. Partecipare alle attività organizzate dalle biblioteche e incontrarsi con altri bambini.

BiblioTu per i Ragazzi

Per i ragazzi da 11 a 14 anni
Entra in una delle Biblioteche di Roma, troverai i tuoi libri preferiti, potrai farti consigliare dai bibliotecari.
Partecipa alle attività fatte apposta per te: a tua disposizione tanti corsi, laboratori, incontri e letture. Vieni in biblioteca insieme ai tuoi genitori, insegnanti, nonni e amici. In biblioteca puoi studiare e fare i compiti,connetterti a internet tramite Wi-Fi per navigare e fare le tue ricerche.

Letture Nati per Leggere
10 settembre - 19 dicembre 2019
Biblioteca Ennio Flaiano
Ritornano le letture Nati per Leggere!!!

Tutti i giovedì alle 17.00 si legge in biblioteca...
con Francesca, Daniela, Nicole e tutte le nostre lettrici NpL!

Giovedì alle 17.00
Mi racconti una storia? 10 posti


Le letture rientrano nel progetto
Nati per Leggere

Per bambini 3-6 anni - POSTI LIMITATI!!!
È necessario prenotarsi allo 0645460431 o direttamente in biblioteca in via Monte Ruggero 39

Importante: per partecipare alle nostre attività è necessario che il bambino / la bambina siano iscritti alle Biblioteche di Roma => potete farlo anche online, qui, o venendo a trovarci... a presto!

Le letture NpL avranno luogo tutti i martedì e giovedì, a meno che non siano previste altre attività rivolte a bambini o ad adulti... quindi verificate sempre chiedendo in biblioteca!

Community dei lettori

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La verità sul caso Harry Quebert
Dicker, Joël
08/12/2019
Lo ammetto. Non sono particolarmente appassionata di gialli e noir e neanche dei romanzi che superano le 400 pagine. Ecco quindi spiegato in parte il basso numero di stelle assegnato a questo complicato, borioso e autocompiaciuto romanzo. L'altra parte della spiegazione è nel fatto che lo trovato borioso e autocompiaciuto (la complessità ovviamente non è certo un disvalore). In sintesi uno scrittore diventato molto famoso con il suo primo romanzo, non riesce a scrivere il suo secondo e si rifugia dal suo maestro e amico, a sua volta scrittore molto famoso grazie al suo primo romanzo. Nel frattempo vengono scoperti i resti di un corpo nel giardino dello scrittore più anziano, è il cadavere di una ragazzina di 15 anni scomparsa più di 30 prima. Lo scrittore anziano è accusato di omicidio, lo scrittore giovane corre in suo aiuto convinto della sua innocenza. Nel frattempo si scopre che lo scrittore anziano aveva avuto una storia con l'adolescente e che il libro che lo ha reso famoso è ispirato poprio a questa storia. Non faccio spoiler, succedono un sacco di cose e ci sono almeno un paio di colpi di scena ben congegnati. Solo che è tutto troppo troppo troppo troppo lungo. Le parti dedicate alla scrittura, al rapporto tra i due scrittori, alla crisi creativa, sono tutto fuorché appassionanti e anche la presunta passione tra lo scrittore e l'adolescente non è che sia molto credibile. Se fosse stato lungo la metà e si fosse concentrato solo sulla parte del delitto avrebbe meritato 3 stelle o forse di più, ma così... comunque l'ho finito, più per puntiglio che per passione e ora vado a guardarmi la serie con Patrick Dempsey, sicuramente alleggerita dalla pippe mentali sulla scrittura e molto più interessante.
Il capitale nel 21. secolo
Piketty, Thomas
08/12/2019
Un libro importante.
Accolto con un certo entusiasmo da economisti, sociologi e politologi di tutto il mondo, questo lungo, denso e articolato saggio di Piketty ha mantenuto la promessa lanciata dal titolo, che se da un lato fa il verso a "Il capitale" di Marx, dall'altro esamina con molta accuratezza l'evoluzione del capitalismo fin dentro questo nostro secolo. Non tutto è condivisibile, a partire da una affrettata presa di distanza dal marxismo. Tuttavia c'è una visione nitida delle contraddizioni del capitalismo finanziario: un'insopportabile disuguaglianza, un eccessivo indebitamento pubblico, l'impunità fiscale delle grandi compagnie, salari bassi e stato sociale in deficit sono le caratteristiche di questa disuguaglianza. "La lezione complessiva della mia ricerca è che il processo dinamico di un'economia di mercato e di proprietà privata, se abbandonato a se stesso, alimenta importanti fattori di convergenza legati in particolare alla diffusione delle conoscenze e delle competenze, ma anche potenti fattori di divergenza, potenzialmente minacciosi per le nostre società democratiche e per i valori di giustizia sociale sui quali si fondano" (cfr .pa.919). Di qui, secondo Piketty, da una lato la ragione della disuguaglianza, cioè che la rendita da capitale [r] è divenuta superiore rispetto al tasso di crescita del reddito e della produzione di valore [g]. " La disuguaglianza r>g significa che i patrimoni ereditati dal passato si ricapitalizzano a un ritmo più rapido del ritmo di crescita di produzione e dei salari [...] Una volta costituito, il capitale si si riproduce da solo e cresce molto più in fretta di quanto cresca il prodotto. Il passato divora il futuro" (cfr pag.920). Che fare? Secondo Piketty, andrebbe riattivato il controllo democratico sul capitale, usando la leva fiscale sia per ridurre il deficit pubblico, sia per spingere verso l'investimenti tecnologici che rendano più vantaggioso il capitale da produzione che quello da rendita. Si rinnova il sogno socialdemocratico che voleva riformare il capitalismo? Può darsi. Ma questo libro è utile a capire le ragioni della crisi di modelli di sviluppo che le grandi contraddizioni, a partire dalla crisi climatica, passando per l'immigrazione e proseguire nella crisi dello stato sociale, per finire alla stessa crisi della politica, incapace di governare i processi economici globali, ci pongono ogni giorno di fronte, al netto della propaganda, del populismo, e delle tentazioni semplificatrici con le quali si tenta di manipolare il consenso.
Migrante per sempre
Ingrao, Chiara
08/12/2019
Lina è una bambina quando la madre emigra in Germania con il padre e la lascia, insieme ai suoi fratelli e sorelle, ai nonni in paese. Conosce quindi molto presto la condizione di chi deve viaggiare per necessità e non per diletto, che torna a casa se va bene una volta l'anno e non ritrova più le abitudini che aveva e le abitudini diventano altre ed estranee, quelle del paese in cui passa la maggior parte dei suoi giorni. Bambina caparbia e silenziosa vorrebbe trovare da sé la strada per crescere ma dovrà invece seguire i genitori in Germania, diventare migrante lei stessa, crescere in fabbrica e ricominciare a sperare, a voler cambiare in meglio. E' brava Lina, è in gamba, ricomincerà a studiare, troverà un uomo che l'ama e si traferiranno a Roma, per una nuova vita, una nuova famiglia. Ma il destino del migrante è di ricominciare sempre ogni volta da capo, anche a Roma dovrà caparbiamente farsi largo, trovare un lavoro, crescere i figli, continuare ad essere una moglie... trovando anche il modo di essere generosa e senza mai trovare riparo dai dolori della vita. Sempre poi avrà come riferimento sua nonna e sua madre, un rapporto non facile, conflittuale, ma vero e intenso. Ispirato ad una storia vera, Chiaro Ingrao ha scritto un romanzo che racconto 50 anni della nostra storia attraverso quella di Lina e di chi la circonda. Lo fa con una scrittura bellissima, in cui la musicalità del dialetto siciliano da enfasi e profondità alle frasi e costruisce una figura di donna, coraggiosa e fallibile, fragile e forte insieme. Consigliato.

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